Alimentarsi oggi

Aggiornamento: 5 gen



Ci sono tante persone che mangiano di tutto e liberamente, sono in buona forma fisica, analisi di laboratorio e esami clinici perfetti (del medico di fiducia non ricordano neanche il nome!) e non si pongono il problema di come e cosa mangiare semplicemente perché questo problema non lo conoscono, beati loro diremo!

Se siamo qui a parlare di nutrizione però è perché ce ne sono tante altre che invece sono in continua lotta con il piatto che hanno davanti e in varia misura presentano problemi legati ad una nutrizione scorretta o al peso eccessivo.

Basta guardarsi attorno per riconoscere quanto il problema sia grave, sovrappeso, obesità e patologie correlate sono diffusissimi, dal diabete 2 alla sindrome metabolica fino ad arrivare a malattie croniche e degenerative dove è determinante la responsabilità di un’alimentazione scorretta.

E le cose non starebbero così se le abitudini attuali funzionassero bene, saremmo tutti in perfetta forma e senza alcuna patologia correlata (dca a parte).

In attesa di una prossima revisione delle linee guida sulla nutrizione, in favore di differenti approcci nutrizionali ci sono di conforto la sperimentazione clinica e numerosi studi scientifici, mai potremmo valutare e proporre qualcosa di “diverso” o addirittura “estremo” se non avessimo il sostegno di una gran mole di evidenze scientifiche e di conferme cliniche sulla sua efficacia terapeutica.

In tema di alimentazione il protocollo mediterraneo è l’ideale per la salute; in effetti sarebbe completo e salutare se non fosse per il fatto che le prime due regole basilari dello stesso non vengono rispettate se non in rarissimi casi.

In pratica infatti tranne chi svolge un lavoro fisicamente pesante e gli sportivi professionisti è raro riscontrare persone che si dedichino quotidianamente ad attività fisica tanto impegnativa da consumare la notevole quota di carboidrati prevista in dieta mediterranea.

Altrettanto difficile è rispettare la seconda regola basilare che prevede l’assunzione di questa componente carboidratica da farine integrali ad elevato contenuto in fibre e nutrienti così come esistevano fino alla prima metà del secolo scorso; queste sono estremamente difficili da reperire sostituite invece da prodotti industriali ultra processati che delle caratteristiche nutritive e salutari originarie non hanno più nemmeno l’ombra. Per non parlare degli zuccheri aggiunti ormai ubiquitari che nulla hanno di salutare, tutt’altro!

Eccessi, scarsa qualità e non ultima la sedentarietà, ecco i tre fattori sfortunati sui quali si costruisce buona parte del danno attuale!

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa di diverso per incidere positivamente sulla salute di moltissimi con benefici incalcolabili da tutti i punti di vista.

Come?

Cambiando le abitudini e in particolare gli schemi nutrizionali attuali, lasciandoci dietro il così detto stile diabesogeno per abbracciarne altri più fortunati…la dieta del minestrone? Quella del fantino? La dieta dell’uva? La dieta ormonale? Pasta a colazione e aria la sera? Come mangiavano Fred e Wilma? Bibitoni e beveroni a vita?

Scherzi a parte un approccio nutrizionale previsto in natura e studiato scientificamente già da un secolo per trattare specifiche patologie è quello chetogenico.

Quando non abbiamo a disposizione una quota sufficiente di carboidrati alimentari il nostro metabolismo utilizza a scopo energetico i grassi alimentari o quelli che abbiamo in forma di deposito.

I corpi chetonici che derivano dalla trasformazione dei trigliceridi forniscono energia di grande qualità al cervello, al cuore, ai muscoli; ne sanno qualcosa i bambini epilettici farmaco resistenti, i pazienti affetti da deficit di GLUT1 che non possono metabolizzare gli zuccheri e tutti coloro che la seguono da anni per trattare specifiche patologie sensibili a questa alimentazione. Di ulteriore e prezioso conforto sono molti sportivi anche professionisti che ne traggono beneficio nella performance.

Con queste premesse e con i casi di successo che ormai non si contano più, possiamo tranquillamente avvicinarci al metabolismo chetogenico senza alcun timore, si tratti di un percorso dietologico più o meno lungo o di un semplice approccio nuovo all’alimentazione per un benessere inaspettato.

La dieta chetogenica ha delle limitazioni? Sì, ci sono alcune patologie dove è controindicato seguirla o dove è indispensabile la supervisione medica; a parte questi casi specifici il soggetto sano rischia molto di più infarto, ictus e tante altre malattie con un eccesso di carboidrati che non per un loro difetto.

La dieta chetogenica può portare danni a chi la segue? Ancora aspetto un caso clinico documentato e certificato dove un paziente in seguito a dieta chetogenica ben fatta abbia riportato lesioni di qualsiasi natura; all’opposto patologie anche gravissime da eccesso alimentare di carboidrati colpiscono tantissimi.

Prof. Dott. Riccardo Ferrero Leone


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